lunedì 9 ottobre 2017

Le Guide di "Passeggiate per Roma curiosa"

Collana Roma Curiosa
(ebook e formato cartaceo)

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Collana Roma: guida alle curiosità
(ebook e formato cartaceo)








Il bacio perduto

Il bacio perduto
Quanto mi piacciono i lavori di Alice! Semplici e poetici. 
Alice è Alice Pasquini, ormai artista internazionale. Partita da Roma ha lavorato un po' dappertutto lasciando la sua poesia sui muri di mezzo mondo.
Roma non la tratta con l'attenzione che merita, secondo me. I suoi disegni, privi di protezione, sono spesso sciupati.
... e peggio! Un suo romantico murale è stato addirittura coperto. Si tratta di quello che ritrae due amanti che si baciano su una panchina. Un'immagine che si rifà a una nota fotografia scattata da Gianni Berengo Gardin nel 1954 a Parigi. Il fotografo la scattò appena arrivato nella capitale francese, sbalordito che quella effusione fosse permessa in pubblico. A quell'epoca infatti in Italia baciarsi per strada era proibito perché considerato oltraggio al pudore.
Questo murale ricordava così un'epoca passata. I costumi mutati. E anche quando i mondi erano diversi varcate le frontiere.
Sono andata a cercarlo quel murale... avevo sentito dire che era stato cancellato, ma speravo in un'informazione sbagliata.
Invece no.
Seguitela Alice, la sua pagina è Alice Pasquini's Art. Merita davvero.

Testo di Passeggiate per Roma


martedì 6 settembre 2016

Fontana delle naiadi

Quando una fontana faceva scandalo
Siamo in piazza della Repubblica, a due passi dalla stazione Termini. La fontana che si vede al centro, non attira più tanti sguardi, ma un tempo fu oggetto addirittura di grande scandalo per la città.
Parliamo dell'inizio del Novecento quando furono realizzate le sculture per abbellire questa fontana, che è poi la Mostra dell'Acqua Marcia. 
Furono progettate, per essere poste intorno alla vasca centrale, le statue di quattro Ninfe (dei laghi, dei fiumi, degli oceani e delle acque sotterranee), accompagnate da un animale simbolico del rispettivo ambiente. E la realizzazione delle statue fece scoppiare uno scandalo.
Le figure delle giovani ninfe apparvero all'ala conservatrice del governo in pose davvero troppo osé, mentre il Comune, di idee più "progressiste", non vedeva nella fontana nessuno scandalo.
Cominciò un braccio di ferro tra i due schieramenti di pensiero che portò subito all'innalzamento intorno alla fontana di uno steccato, una barriera che la nascondeva alla vista, ma che invece ebbe un effetto contrario a quello per cui era stata innalzata.
Molti, ragazzini, giovani e curiosi più attempati, si recavano alla barriera e cercavano qualche foro nel legno per poter sbirciare le belle ninfe proibite. 
La curiosità, complice la censura che era stata fatta, aumentò, il caso si gonfiò a dismisura e il pellegrinaggio alla fontana crebbe.
L'inaugurazione arrivò nel 1901 a furor di popolo, pare provocata proprio dai giovani stufi di tanta bigotteria.
E oggi nessuno degna più le belle ninfe neanche di uno sguardo, tutti come siamo in altre faccende affaccendati :-) 

Testo di Passeggiate per Roma


martedì 30 agosto 2016

L'ara di Cesare

L'ara di Cesare
Siamo nel Foro Romano.
Quello che vediamo è l'interno di una piccola costruzione dove si può entrare uno alla volta. Non sembra proprio niente di che. Solo la targa ne indica l'importanza, ma ad un turista distratto può anche sfuggire...
È il luogo dove fu cremato il corpo di Giulio Cesare nel 44 a.C. , una piccola ara su cui qualcuno getta ancora qualche fiore.



Foto e testo di Passeggiate per Roma

lunedì 29 agosto 2016

La Ruota degli esposti

La Ruota degli esposti
Siamo davanti alla "Ruota degli esposti" dell'Ospedale di Santo Spirito in Sassia, a due passi da piazza San Pietro.
La storia di questa piccola costruzione risale al Medioevo quando l'estrema povertà costringeva spesso le madri ad abbandonare i propri neonati. Abbandonarli o - peggio ancora - ucciderli non avendo i mezzi per allevarli.
Commosso da tali eventi, Innocenzo III si occupò di trovare un rimedio a questa tristissima pratica. Fece costruire una struttura
per mezzo della quale le madri potevano - in modo del tutto anonimo - abbandonare i loro piccini e affidarli alle cure dell'ospedale.
Lo sportello che dava accesso alla ruota era dotato di una grata che permetteva di adagiare all'interno solo bimbi molto piccoli, neonati. Dopo aver posto il bimbo la madre suonava un campanello che avvisava le suore che si doveva girare la ruota e prendere il bambino. Il nuovo arrivato veniva avvolto in un drappo azzurro, consegnato alla Priora delle Balie e segnato su un piedino con una doppia croce. Da quel momento diventava “figlio della Casa” e cominciava la sua nuova vita.
La ruota si può vedere tuttora. E accanto si trova ancora una cassetta per le "elemosine per li poveri proietti nell’ospedale". 
Proietti, giacché facevano con questo movimento la loro entrata nell’edificio. Con questo termine nasce un noto cognome romano, come anche Esposito, che deriva dal termine "esposto".
Con la ruota e la pratica di ricevere i piccoli abbandonati nacque anche una nota parolaccia romana. I bambini venivano, al loro arrivo, registrati, e accanto al loro nome si leggeva sempre "figlio di m. ignota" perché la madre era evidentemente sempre ignota. Dalla storpiatura popolare di questo termine nacque poi una nota volgare offesa...

Foto e testo di Passeggiate per Roma

domenica 28 agosto 2016

Targhe in strada


Targhe in strada
Girate per le strade e incontrerete sicuramente qualcuna di queste targhe. Indicano gli antichi rioni di Roma, i 14 rioni in cui fu riorganizzata la città da papa Benedetto XIV nel Settecento.
Ognuna di queste 14 zone era divisa dalle altre territorialmente e amministrativamente. La capeggiava il caporione aiutato da una piccola milizia che manteneva l'ordine pubblico quando necessario.Si sa infatti che in passato erano molte le scaramucce tra i romani dei vari quartieri, scaramucce che arrivavano anche a essere risse violente quando ad esempio erano coinvolti Monticiani e Trasteverini che proprio non si potevano vedere e che si contendevano il primato di romani più veraci.
Le targhe - dicevamo - indicavano i rioni della città e furono poste sulle vie che ne demarcavano il confine.
Riportavano anche un disegno legato al nome del quartiere: "il rione de' Monti fa tre monti per l'arme, il rione Colonna fa una Colonna, Treio fa tre Spade, Santo Eustachio fa el Salvatore in mezzo a doi corna di Cervo..." come spiega la pubblicazione del 1545.




Testo di Passeggiate per Roma

martedì 15 ottobre 2013

La lupa in gabbia

 
La lupa in gabbia
Dalla fine dell'Ottocento fu messa una gabbia a lato della Cordonata del Campidoglio, conteneva una lupa, emblema della città. Molti si accalcavano a vedere la povera bestia in gabbia (nella foto). Fu trasferita allo zoo in tempi di guerra e poi di nuovo riportata nella vecchia gabbia, questa volta in compagnia di un lupo, finché alla fine degli anni '50 tornarono tutti e due al giardino zoologico.

Testo di Passeggiate per Roma

domenica 29 settembre 2013

Visita alla Chiesa di San Benedetto in Piscinula

Oratorio di S.Benedetto
"Questi mattoni, parte delle antiche mura sulle quali fu costruita la chiesa, sono i soli ruderi visibili della Domus Aniciorum, unici testimoni della presenza, intorno al 495 d.C. di un giovane di famiglia patrizia chiamato Benedetto, il quale si era recato da Norcia a Roma, secondo la consuetudine del tempo, per prepararsi alla carriera senatoria. Da qui partì per Affile, città dove ebbe luogo il suo primo miracolo conosciuto. Raggiunse poi Subiaco, dove iniziò la sublime avventura contemplativa della famiglia benedettina, diventando così, per la posterità, il Santo e Glorioso Patriarca del monachesimo occidentale." Questa è la scritta che si legge nell'oratorio della chiesa di San Benedetto.
Oratorio di S.Benedetto

Piazza in Piscinula è una piazza di Trastevere, chiamata così perché un tempo esistevano qui degli stabilimenti balneari detti appunto piscinule, cioè piccole piscine balneari. 
E qui si trova la deliziosa chiesa di San Benedetto in Piscinula.
Secondo la tradizione San Benedetto discendeva dalla gens Anicia, famiglia romana di antichissima nobiltà, che possedeva una villa in questa zona di Trastevere.
La chiesa è stata costruita nell’ XI secolo sulle mura dell’antica casa dove visse San Benedetto.
D’impronta medievale è a tre navate piccole e irregolari.
Il soffitto è stato nel tempo rifatto varie volte, mentre la pavimentazione, cosmatesco, è del XII secolo.
Il campanile della chiesa è originale dell'XI secolo, è il più piccolo delle chiese di Roma e la campana è la più antica (datata 1069).
Entrando in chiesa, a sinistra, si trova l’oratorio di San Benedetto.
Il pavimento cosmatesco
Dell’ VIII secolo, costituisce il nucleo più antico della chiesa. La tradizione vuole che al suo interno il santo pregasse  davanti all’immagine della Madonna della Misericordia, affresco che ora, staccato e riportato su tela, si trova sopra l’altare.
Nell’affresco che occupa l’abside della chiesa, Padre Figlio e Spirito Santo pongono la corona sul capo di Maria. Ai lati si vedono due angeli, uno dei quali porta un triangolo, che nel medioevo serviva a sottolineare col suo suono i momenti più importanti della Messa.
Intorno all’Altare maggiore si trovano dipinti e affreschi antichissimi, come quello di San Benedetto con il libro della Regola aperto.
Un altare è dedicato a Santa Rita da Cascia la cui statua fu donata per grazia ricevuta da Elvira Iacomini Ranaldi. Ogni anno il 22 maggio in questa chiesa si celebra la festa di Santa Rita, protettrice dei casi impossibili e delle spose infelici.
La chiesa si trova in Piazza in Piscinula 40. Orari di apertura 8.00-12.00 16.30-19.30

Testo e foto di Passeggiate per Roma